Home » Blog » Consigli di scrittura » Come preparare e inviare un manoscritto a un editore (senza farsi cestinare in 30 secondi)

Come preparare e inviare un manoscritto a un editore (senza farsi cestinare in 30 secondi)

da | Ott 29, 2025 | Consigli di scrittura

Perché “come lo mandi” conta quasi quanto “cosa scrivi”

Ogni giorno un editore o un valutatore riceve decine di manoscritti.
La verità è che la maggior parte non viene scartata per contenuti, ma per forma, tono e confusione.
Il tuo file può essere un capolavoro, ma se arriva male impaginato, senza sinossi o con un’email disordinata, finirà nella cartella sbagliata.
E lì resta.


Prima di tutto: chiediti se è davvero pronto

Un testo è pronto a essere inviato solo quando:

  • hai fatto una revisione strutturale (non solo ortografica);
  • hai chiesto almeno un parere esterno (editor, beta reader, collega onesto);
  • non senti più il bisogno di riscriverlo subito dopo averlo inviato.

👉 Se hai dubbi, meglio fare una valutazione editoriale prima: ti costa meno di un silenzio lungo tre mesi.


File e formati: le regole minime di civiltà editoriale

  • Formato: Word (.docx) o RTF. PDF solo se richiesto.
  • Font: Times New Roman o Garamond, corpo 12, interlinea 1,5.
  • Margini: 2,5 cm su tutti i lati.
  • Nome file: Cognome_Titolo_Romanzo.docx — niente “Nuovo definitivo finale OKOK.docx”.
  • Cartelle editoriali: indica sempre la lunghezza in cartelle da 1.800 battute.

📎 Se non sai cos’è una cartella editoriale → leggi questa guida
📄 E se vuoi capire come formattarlo bene → leggi qui


L’email di accompagnamento: breve, chiara, umana

Scrivi un messaggio che si possa leggere in 20 secondi.
E che faccia capire chi sei e cosa stai inviando, senza toni da supplica o curriculum infinito.

Esempio:

Oggetto: Invio manoscritto – “L’uomo che dimenticava i sogni” – romanzo di 230 cartelle

Buongiorno,
mi chiamo [Nome Cognome], e allego il mio romanzo L’uomo che dimenticava i sogni (230 cartelle, narrativa contemporanea).
Includo sinossi e biografia breve.
Grazie per l’attenzione,
[Firma + contatto email]

Semplice. Pulito. Professionale.
Nessuno vuole leggere “il libro della mia vita”.


Sinossi e bio: il necessario, non il romanzo

  • Sinossi: massimo una pagina. Racconta la trama, non la promuovere.
  • Biografia: tre righe. Nome, occupazione, eventuali pubblicazioni.
  • Niente allegati extra: copertine fatte in Canva, playlist Spotify e foto in bianco e nero sono superflue.

Dove inviare

  • Editori con submission aperte (siti ufficiali → sezione “Invia manoscritto”).
  • Agenzie letterarie (spesso più reattive, ma selettive).
  • Concorsi letterari seri (con giuria reale, non a pagamento).

💡 Pro tip: non mandare a 40 editori uguali la stessa mail in copia nascosta.
Meglio 5 invii mirati, ben pensati.


Dopo l’invio

L’ansia arriva, e va bene.
Ma evita di riscrivere dopo una settimana chiedendo se hanno letto il file.
I tempi editoriali sono lunghi, e spesso il silenzio è una risposta implicita.
Dopo 3 mesi puoi mandare un follow-up cortese, non un sollecito.


In sintesi

Inviare un manoscritto non è una formalità: è un atto professionale.
Ogni dettaglio comunica il livello di consapevolezza dell’autore.
E no, non è snobismo. È solo rispetto per chi legge — e per quello che hai scritto.

Cover del libro La Macchina Morbida di Roberto Errichelli