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Cartella editoriale: cos’è davvero

da | Ott 14, 2025 | Consigli di scrittura

Cos’è una cartella editoriale

La “cartella editoriale” è un’unità di misura.
Serve a capire quanto è lungo un testo, in modo standard, senza dover contare ogni singola parola.
Una cartella equivale — nel mondo reale — a 1.800 battute spazi inclusi.
Non 2.000, non 1.500, non “più o meno”. 1.800, punto.

Gli editor la usano per calcolare preventivi, tempi e costi.
Gli scrittori la ignorano finché non gli arriva un preventivo, poi iniziano a farsi domande.


Perché esiste (e perché ti conviene usarla)

Perché dire “il mio romanzo è di 120 pagine” non significa niente: dipende dal font, dall’interlinea, dal margine.
Dire “il mio romanzo è di 300 cartelle editoriali” invece ha un senso tecnico.
È come dire a un muratore quanti metri di muro vuoi, non gli dici quante pietre hai in tasca.

E no, non è un’invenzione burocratica: è uno strumento professionale.
Senza la cartella, non si parla di lavoro, ma di sensazioni.


Come si calcola

  1. Apri il tuo file in Word o Google Docs.
  2. Vai su “Strumenti → Conteggio parole”.
  3. Guarda la voce “Caratteri (spazi inclusi)”.
  4. Dividi quel numero per 1.800.
    • Esempio: 180.000 battute → 100 cartelle editoriali.

Se vuoi farlo veloce:

Cartelle = Numero battute / 1800

A cosa serve (davvero)

  • A editor e ghostwriter, per stimare un preventivo realistico.
  • A autori, per capire la mole di lavoro (e quanto stanno scrivendo davvero).
  • A editori, per confrontare manoscritti con un metro comune.
  • A sceneggiatori e copywriter, per evitare discussioni sui “caratteri”.

Quante cartelle ha un romanzo?

Dipende dal genere e dallo stile, ma una media onesta:

  • Racconto breve → 10–30 cartelle
  • Romanzo breve → 80–150 cartelle
  • Romanzo lungo → 200–350 cartelle
  • Biografia o saggio → 100–200 cartelle

Tieni conto che un romanzo di 100 cartelle corrisponde a circa 180.000 battute120–150 pagine stampate (in formato 5×8”).


Gli errori più comuni (e come evitarli)

  • ❌ “Uso il numero di parole.”
    👉 No, le battute contano anche gli spazi, e gli spazi fanno volume.
  • ❌ “La mia cartella è da 2.000 battute.”
    👉 Non esiste uno standard personale. 1.800 è la misura condivisa.
  • ❌ “Non serve, tanto è solo un blog.”
    👉 Anche nei testi brevi serve sapere quanto scrivi: ti evita preventivi a occhio e scadenze a sorpresa.

In sintesi

La cartella editoriale è il metro con cui si misura la scrittura professionale.
Non dice se scrivi bene, ma dice quanto scrivi — e questo, quando si lavora insieme, fa tutta la differenza del mondo.

Cover del libro La Macchina Morbida di Roberto Errichelli