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Come formattare un manoscritto: font, margini e impaginazione da usare (senza farsi odiare da un editor)

da | Ott 22, 2025 | Consigli di scrittura

Perché la forma conta (più di quanto pensi)

No, non parliamo di estetica.
La formattazione di un manoscritto serve per far sì che chi lo legge non debba combattere col testo.
Un editor o un agente leggono decine di pagine al giorno: se il tuo romanzo arriva in Calibri 11 giustificato con margini a caso, non partirà in vantaggio.

Una buona impaginazione dice: “so come si lavora in questo mestiere”.
Non è formalismo, è rispetto del tempo altrui.


Font e corpo: l’abito del testo

Niente font creativi, niente sperimentazioni.
I testi editoriali devono essere leggibili, non “carini”.

  • Font consigliati: Times New Roman, Garamond, Georgia (classici e lineari).
  • Dimensione: corpo 12.
  • Colore: nero puro, su sfondo bianco.
  • Interlinea: 1,5 — perché il bianco aiuta l’occhio (e l’editor).
  • Allineamento: a bandiera sinistra, mai giustificato (rovina i rientri e crea buchi).
  • Rientro di paragrafo: 1 cm, niente spazi doppi tra paragrafi.

In sostanza: pulito, uniforme, no fronzoli.
Se il tuo testo è buono, non ha bisogno di mascherarsi da manifesto grafico.


Margini e struttura della pagina

  • Margini standard: 2,5 cm su tutti i lati.
  • Numerazione: in basso o in alto, centrata.
  • Titoli dei capitoli: in grassetto o maiuscoletto, senza effetti strani.
  • Intestazione e piè di pagina: solo se richiesto da editore o concorso (altrimenti inutile).

Un file ordinato è un file più facile da leggere, correggere e stimare in cartelle editoriali.
(A proposito: se non sai cos’è una cartella editoriale, leggi qui.


File, nomi e invio: i dettagli che ti fanno sembrare professionale

  • Formato: .docx o .rtf (PDF solo se richiesto).
  • Nome file: Cognome_Titolo_Romanzo.docx — non “Versione nuova buona finale 4.docx”.
  • Invio: allegato via email o link Drive (no WeTransfer che scade dopo una settimana).

Un file chiamato bene è come una stretta di mano: dice che sai di cosa stai parlando.


Errori classici che fanno perdere tempo a tutti

  • Testo giustificato “perché sembra più elegante”.
  • Font esotici tipo Papyrus o Courier (non sei in un western).
  • Spazi doppi dopo il punto.
  • Righe orfane e spezzate a mano con invii casuali.
  • Numerazioni fatte a mano anziché automatiche.

In sintesi

La buona scrittura si vede anche dalla pagina, non solo dalle parole.
Un testo ben impaginato è come un vestito che non distrae: fa passare il messaggio, non il tessuto.

Cover del libro La Macchina Morbida di Roberto Errichelli