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La lingua che ci abita

da | Nov 13, 2025 | strettamente personale

Domenica, al Pirelli Hangar Bicocca, davanti (o meglio: dentro) alle opere di Nan Goldin, mi è tornata in mente una vecchia verità: anche l’arte più progressista parla la lingua dell’Impero.

Goldin — fotografa americana che da decenni racconta sesso, dolore e dipendenza — espone qui le sue battaglie personali come atti politici.

Ma lo fa in inglese americano: la lingua che domina il mercato, le istituzioni e la memoria visiva del mondo. L’inglese non è solo un mezzo: è una cornice invisibile che decide chi è “universale” e chi no.

Gli imperi non traducono: fanno tradurre.

Chi domina impone la sua lingua.
E nemmeno se ne accorge.

Cover del libro La Macchina Morbida di Roberto Errichelli
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