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Epistemarca

da | Lug 10, 2026 | In evidenza, strettamente personale

L’epistemarca è colui che governa il sapere.

Stabilisce chi può entrare, con quale visto, dopo quale esame, usando quale lessico.

Non produce necessariamente conoscenza nuova: amministra il confine tra ciò che è conoscenza legittima e ciò che non lo è.

È una figura antichissima, in realtà.

C’erano epistemarchi nell’Accademia di Platone, epistemarchi nei concili medievali, ci sono epistemarchi nei comitati editoriali: gli epistemarchi sono ovunque vi sia una soglia da presidiare.

L’epistemarca si distingue dall’esperto e dallo scienziato vero, che sono curiosi: esplorano, aggiornano, correggono.

L’epistemarca ha smesso di esplorare e ha iniziato a pattugliare.

La sua autorità non deriva da ciò che scopre, ma da ciò che vieta.

L’epistemarca di solito si presenta come il difensore della scienza ma la sua vera funzione è difendere la scarsità della conoscenza.

Se tutti potessero accedere al sapere senza passare da lui, l’epistemarca perderebbe la sua ragione sociale. Quindi deve continuamente dimostrare che il pericolo è in corso, che la minaccia è reale, che senza di lui saremmo in balia della nostra insipienza.

L’epistemarca si acquieta solo quando siede su una seggiola in una task force regolatoria.

(Epistemarca è una parola che ho inventato io ma non è coperta da copy e quindi potete usarla liberamente fa parte del Dizionario minimo dell’accademico moderno (in via di costruzione)
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