Hai fatto un corso di scrittura e il tuo romanzo zoppica più di prima?
Decidi se buttare altri soldi per l’ennesimo corso e rimanere dove sei, magari più confuso, sicuramente più povero, oppure portare a termine quel maledetto romanzo che ti frulla nella testa da mesi o da anni.
La fregatura dorata (è dorata per chi vende il corso)
Hai speso 499€, magari anche 999€, per un “corso completo di scrittura creativa”. Oppure, per i più feticisti, un corso su “l’arco di trasformazione dei personaggi”.
Il formatore? Un “nome” del settore. Il pacchetto? Professionale, curato, con copertina figa e testimonial entusiasti (uno di questi ha anche pubblicato!).
Le promesse?
- “Impara a scrivere il tuo romanzo in 30 giorni!”
- “Scopri i segreti della narrazione dei grandi autori!”
- “Dopo questo corso, il tuo libro sarà pronto per un editore!”
Se il corso è on-line finisce così:
- Scarichi 12 video.
- Ne guardi 3.
- Ti distrai. Ti annoi. Ti incasini.
Se, invece, è in presenza. Sei uno tra cinquanta corsisti che sgomita per cercare di attrarre l’attenzione del “nome”. Lui (o lei) che non sa chi sei e non gliene frega niente di saperlo. Si sta portando a casa il suo gettone in cambio di cose che potresti leggere su qualsiasi opuscolo sulla scrittura creativa.
In compenso ti fa sentire “profumo” di editoria perché lui (o lei) è arrivato mentre tu sei ancora un Signor (o Signora) nessuno. Inutile dire che del mondo dell’editoria tu sentirai solo il “profumo”. L’arrosto se lo pappano loro, i “nomi”. (Spoiler: è un arrosto magro, in Italia a guadagnarci davvero sono in pochissimi, altrimenti il “nome” non terrebbe corsi per arrotondare, non ti pare?).
In ogni caso tu torni al tuo manoscritto e … niente. Scrivi con più insicurezze di prima. Hai la testa piena di “midpoint”, “trigger”, “arco di trasformazione”. Ma non sai più come si apre una scena, le tue descrizioni sono vivide come il catalogo Ikea e i tuoi personaggi “parlano” in una via di mezzo tra i cartigli dei Baci Perugina e i personaggi di Baricco.
Mentre tu scrivi l’ennesima versione del tuo romanzo mai finito, indossando le moffole perché ti sei rifugiato in garage per avere un posto tranquillo lontano da moglie, marito, figli, cani e gatti, il “nome” sverna in Liguria (le Hawaii nemmeno lui se le può permettere), con il tuo contributo monetario.
Perché i corsi di scrittura non funzionano
Il problema sono proprio i corsi in sé. Sono pensati per tutti, quindi vanno bene per nessuno.
Tu non sei “tutti”. Sei una persona che sta cercando di raccontare una storia che ha in testa da mesi, forse anni. E invece ti becchi:
- una teoria stile università anni ‘90,
- esempi scollegati dal tuo genere,
- esercizi che non portano a niente, anche perché nessuno li correggerà mai
- nozioni che puoi trovare su qualsiasi manuale di scrittura.
Risultato?
La tua voglia di scrivere si ammoscia sotto un cumulo di definizioni e mappe narrative.
Il grande bluff dei “nomi”
I formatori “famosi” ti vendono il sogno. Ma il loro mestiere non è insegnarti a scrivere. Il loro mestiere è venderti corsi. Sono diventati “brand”, non maestri. Usano le stesse tecniche dei marketer: scarcity, FOMO, webinar, “solo per oggi a 299€”…
E tu ci caschi, perché tu sei davvero appassionato di scrittura e manco pensi che per il “nome” tenere dei corsi non è una missione ma solo un modo veloce per fare quattro soldi in più.
Appena paghi, sei solo. Nessuno legge quello che hai scritto. Nessuno ti dice: “questa scena funziona” o “qui stai facendo il compitino”.
Però hai il video numero 9 su come costruire personaggi “memorabili”.
(I personaggi diventano memorabili quando ti ci sporchi le mani, non quando segui una checklist.)
Il problema sei tu, che ti fai trattare da codice fiscale
Il corso è fatto per 100 iscritti. Tu sei il numero 38. E nessuno, dico nessuno, sa chi sei. E soprattutto, a nessuno interessa chi sei. Nessuno ha letto una tua riga. Nessuno ti ha mai chiesto:
“Perché vuoi scrivere questa storia?”
“Di cosa parla davvero il tuo libro, al di là della trama?”
È come voler diventare cuoco guardando Masterchef: forse impari le tecniche, ma non cucini mai. Poi quando sei davanti ai fornelli, ti blocchi.
Cosa cambia con un percorso personalizzato
Qui si scrive davvero. Non ci sono “moduli”. C’è il tuo testo. Non ci sono “lezioni registrate”. C’è una persona che ti legge e ti risponde.
Io faccio questo:
- Ti aiuto a tirar fuori l’idea che hai (anche se è un casino).
- Ti dico dove funziona, dove no, e perché.
- Ti do strumenti concreti, scelti su misura per la tua storia.
E se molli? Non ti arriva una mail automatica: ti scrivo io. Perché la differenza vera è questa: ci tengo.
| Domanda schietta | Corso di scrittura | Percorso personalizzato |
|---|---|---|
| Mi leggono davvero? | No | Sì |
| Posso fare domande vere? | In uno spazio per le domande (12 minuti, poi il corso finisce) | Ogni volta che ti serve |
| Scrivo meglio alla fine? | No / Boh | Sicuramente |
| Qualcuno si interessa a me? | No, sei un cliente | Sei uno scrittore |
| È fatto per me? | È fatto per “chiunque” | È fatto per te |
La voce ce l’hai già. Ti serve solo qualcuno che la ascolti
Tu non sei da convincere. Se sei arrivato fin qui, lo sai già che non ti serve un altro corso. Hai bisogno di un confronto reale. Di uno che ti dica la verità. Che ti aiuti a smettere di perderti nei dettagli e iniziare a scrivere sul serio.
Non è terapia, ma quasi
Scrivere è bellissimo. Ma anche frustrante, estenuante, logorante. Soprattutto quando sei da solo.
Hai una storia in testa e nessuno con cui parlarne davvero. Hai scritto dieci pagine e già pensi che fanno schifo. Hai mille dubbi e zero risposte. Peggio ancora: magari hai fatto quel corso famoso, quello con le slide patinate e i video motivazionali… e ti senti ancora più solo di prima. Perché ora, oltre alla fatica, ci si mette anche la colpa. Ti senti un deficiente perché ti sembra che tutti siano “arrivati” e tu ancora sei al palo.
- “Dovrei farcela.”
- “Gli altri pubblicano, io arranco.”
- “Forse non sono portato.”
Fermati.
Tu sei il tuo problema.
Continui a comprare percorsi senza guida, senza confronto, senza relazione vera. Ti sei riempito/a la testa di nozioni, ma nessuno ti ha aiutato a gestire il casino che hai dentro. Lo so, perché lo vedo continuamente. Autori e aspiranti tali che si portano addosso un peso silenzioso.
- La paura di fallire.
- Il blocco da “non sarò mai all’altezza”.
- Il senso di colpa per il tempo sprecato.
- Il confronto tossico con chi “ce l’ha fatta”.
E allora ti dico questo: avere accanto qualcuno che ti segue sul serio, cambia tutto. Non solo perché migliori il testo. Ma perché ritrovi fiducia in te stesso.
Una persona che ti ascolta, ti legge, ti risponde davvero, diventa anche una specie di antidoto contro l’auto sabotaggio.
Io ci sono.
Per dirti: “Stai andando bene.”
Per dirti: “Qui sei fuori strada, ma ci rientriamo.”
Per dirti: “Hai una voce, e vale la pena ascoltarla.”
E sì: non è terapia. Ma certe volte ci si avvicina parecchio.
MORALE – Non ti serve un format. Ti serve un alleato.
Io sono quello che ti dice:
“Qui funziona.”
“Qui no.”
“Questo lo buttiamo.”
“Questo è il nucleo. Ci siamo.”
E lo faccio con metodo, con esperienza, ma soprattutto con ascolto vero. Niente guru. Niente formule magiche. Solo la tua storia, e uno che ti aiuta a raccontarla come merita.
Domande che ricevo spesso
E se la mia storia è un casino?
Benvenuto nel club. Non devi arrivare “pronto”, devi arrivare onesto. Se hai un’idea, anche confusa, iniziamo da lì.
Devo aver già scritto tutto il romanzo?
No. Puoi aver scritto tre pagine, trenta o niente. L’importante è che tu abbia voglia di scrivere sul serio.
Quanto dura il percorso?
Dipende da te. Io non vendo pacchetti preconfezionati: ci accordiamo in base al tempo che hai, a quanto vuoi lavorare, e a dove vuoi arrivare.
Mi dirai anche che sto sbagliando?
Sì. Ma ti dirò anche perché e come migliorare. Nessuna demolizione gratuita, solo feedback utili e onesti.





